“Dal turismo religioso al turismo sportivo: aspetti sociologici”. Intervento di Maurizio Vitiello.

“Dal turismo religioso al turismo sportivo: aspetti sociologici”. Intervento di Maurizio Vitiello.

Roma. 24.02.2015,

Convegno “Sociologia del vacanziero: Viaggiatore o Turista?”.      

 

 Z - Roma, Fontana Barcaccia

Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Lazio

in collaborazione con il VII Municipio del Comune di Roma

presenta il Convegno:

“Sociologia del vacanziero:  Viaggiatore o Turista?” (parte 2^)

Roma, 24 febbraio 2015, ore 17,

Piazza di Cinecittà 11, VII Municipio, 4° piano, “Sala Rossa”.  

 

 “Dal turismo religioso al turismo sportivo: aspetti sociologici”. Intervento di Maurizio Vitiello.

 

Intervento di Maurizio Vitiello“Dal turismo religioso al turismo sportivo: aspetti sociologici”.

Viaggiare oggi è più facile di ieri, molto più economico, insomma alla portata quasi di tutti, a prescindere dai momenti di crisi, che si sono verificati negli ultimi anni.

Parigi, Londra, Madrid, tanto per citare tre grandi capitali europee, sono raggiungibilissime e vivono di un turismo con quote elevatissime di viaggiatori in estate, ma tenendo un profilo alto di appetibilità turistica per tutto l’anno; questo lo si deve ai numerosi richiami, da quelli culturali a quelli merceologici.

Il turismo religioso è una formula turistica che ha come principale obiettivo la fede e quindi chi si muove visita luoghi religiosi, come santuari, chiese, conventi, abbazie, eremi e luoghi sacri, quasi per costatarne non solo il genius loci, ma anche per apprezzare la loro bellezza, sia artistica che culturale.

Il pellegrinaggio è un viaggio esclusivo per rispondere alla devozione, alla ricerca spirituale o penitenza verso un luogo considerato sacro.

Il Consiglio d’Europa, il 23 ottobre 1987, ha definito 29 grandi Itinerari culturali, riconoscendo tra questi alcuni percorsi religiosi, ritenuti di primaria importanza, anche culturale oltre che spirituale.

Da rilevare: crescita esponenziale e forte risvolto economico per un volume d’affari di 20 miliardi di dollari.

La via francigena è una delle vie percorse sin dall’antichità dai pellegrini, che oggi fungono anche da itinerari di grande richiamo turistico.

Numerosissimi sono gli itinerari locali lunghi alcune decine di chilometri; alcuni hanno invece un’estensione considerevole, anche di centinaia di chilometri.

Località come Pietrelcina, in provincia di Benevento, sono letteralmente invase; un Santo (Padre Pio) fa la differenza; poi, però, Roma, centro d’irradiazione con il “mass appeal” del Papa batte tutti.

Ora passiamo al turismo sportivo, che è sicuramente un settore del turismo in forte crescita.

Per moltissime città e paesi è una notevole occasione di sviluppo locale; il turismo sportivo completa l’offerta turistica di un territorio, diventando, quindi, fonte di ricchezza e occupazione.

Turismo e sport se combinati possono profilare una non indifferente risorsa economica per tutti coloro che operano in entrambi i settori.

Dai dati di alcuni osservatori si apprende che il 75% del turismo sportivo è costituito da viaggi per praticare l’attività preferita, il 15% è relativo all’assistere a eventi sportivi, mentre il rimanente 10% si riferisce all’accompagnare i familiari che sono impegnati attivamente.

Ricordiamo, pero, talune declinazioni: il turismo sportivo podistico, il turismo sportivo sciistico, il turismo sportivo nautico, il cicloturismo e la mountain bike, gli sport aerei, la caccia e la pesca, il golf, le arrampicate, le ferrate …

Per una persona moderna il turismo sportivo è anche un modo chiaro ed efficiente di vivere le proprie vacanze, non dedicate al riposo.

Se la scelta di una manifestazione agonistica resta il principale scopo del turismo sportivo, sta prendendo sempre più piede la possibilità di utilizzare le vacanze per il semplice allenamento, insomma per praticare al meglio lo sport preferito, abbinando, con scelta oculata, a tale pratica tutti i plus e i must di una vacanza tradizionale.

Uno dei problemi che lo sportivo deve affrontare è quello di allenarsi in condizioni climatiche disagevoli; se è utile costruirsi una certa resistenza agli eventi atmosferici sfavorevoli, quando il periodo si protrae per lungo tempo, è innegabile che un programma di allenamento possa esserne decisamente condizionato.

Non a caso l’allenamento in altura oggi è ritenuto, particolarmente, interessante da molti allenatori di football o soccer manager per i suoi benefici fisiologici e per la possibilità di correre al fresco quando d’estate le temperature sono alte, torride, talvolta, a livello del mare.

Un altro aspetto del turismo sportivo è l’accompagnamento dei tifosi di una squadra di calcio che seguono, a prescindere dalla Nazionale, la “squadra del cuore” in campionato e/o in Europa per le partite di coppa.

Talvolta, tutto fila liscio con un grande impegno delle forze dell’ordine che per esigenze di ordine pubblico controllano il territorio, linee ferroviarie, metrò e etc. …

A Roma, recentemente in questo mese, tifosi e ultras ubriachi, eccitati, ondeggianti, maleducati, incivili del Feyenoord hanno bloccato e impaurito una città sino a dedicarsi al lancio mirato di bottiglie di vetro contro la Barcaccia di Pietro Bernini, in Piazza di Spagna, incomparabile e scenografica location, conosciuta nel mondo.

Se mettiamo insieme il danno al monumento del Bernini con quello alle attività della zona, che a un certo punto è diventata un’area di guerriglia urbana, il costo è certamente molto alto e c’è, soprattutto, il danno di immagine alla città, alla Capitale.

Tanti commercianti hanno dovuto chiudere i loro negozi, mentre dobbiamo chiederci come si fa a chiedere ai benefattori i soldi per restaurare i monumenti se poi, dopo due o tre mesi, quel restauro viene così gravemente danneggiato.

La fontana della Barcaccia, collocata al centro di Piazza di Spagna, fu realizzata in travertino, da Pietro Bernini, tra il 1626 e il 1629, per volontà di papa Urbano VIII Barberini (1623-1644), con l’alimentazione originaria dell’Acquedotto Vergine.

Il pontefice attuò, in realtà, un progetto risalente al 1570 che prevedeva di ornare con fontane pubbliche le piazze più importanti della città attraversate dal ristrutturato Acquedotto Vergine.

La fontana fu commissionata a Pietro Bernini (1562-1629), architetto dell’Acqua Vergine dal 1623 e padre del più celebre Gian Lorenzo (1598-1680), con il quale non è da escludere vi sia stata una collaborazione.

Pietro Bernini progettò una fontana assolutamente nuova, fortemente diversa rispetto alle opere realizzate a Roma alla fine del XVI secolo; si ispirò, infatti, ad una barca, ideando un’opera più scultorea che architettonica.

La singolare vasca a forma di imbarcazione raccoglie l’acqua che fuoriesce da due grandi soli – collocati internamente allo scafo a prua e a poppa – e quella che zampilla da un piccolo catino centrale.

L’acqua straripante dai fianchi della barca, aperti in modo da offrire l’impressione che stia affondando, viene raccolta da un bacino sottostante nel quale confluiscono anche i getti provenienti da bocche di finte cannoniere poste all’esterno della prua e della poppa, ai lati dei grandi stemmi papali caratterizzati dalle api, simbolo della famiglia Barberini.

La fontana è stata sottoposta nel tempo a vari interventi conservativi; le operazioni di restauro e manutenzione effettuati nel 1986, nel 1993, nel 1994-1999 e anche più recentemente, dell’anno scorso, si sono rese necessarie, soprattutto, a causa della collocazione dell’opera al centro di una delle piazze più frequentate della città.

In conclusione, di questa storia paracalcistica resta il senso di offesa della città e il forte disappunto per le bottiglie di vetro lanciate, che hanno provocato rotture e abrasioni su gran parte della superficie dei travertini; oltre cento ferite.

Roma è tutta un monumento e chi urina sui muri capitolini o lancia bottiglie su un capolavoro, colpendo la Cultura, ha motivo di cittadinanza europea?

 

Maurizio Vitiello

Responsabile Cultura e Arti Visive, Dipartimento ANS Campania.

Roma, 24.02.2015