CIAO MARCO

CIAO MARCO

Editoriale di Antonio Sposito

È con grande commozione che scrivo questo editoriale su Marco Pannella, un uomo che ha attraversato la vita politica e sociale italiana per un sessantennio, che ha accompagnato e aiutato la crescita della mia coscienza civile da essere umano e da sociologo, fin da quando ero uno studente liceale.

Nato a Teramo 1930, dopo avere militato nell’organizzazione giovanile del Partito Liberale Italiano, nel 1955 fu tra i fondatori del Partito Radicale, di cui intorno alla metà degli anni Sessanta ne diventò il leader indiscusso. Fu eletto in Parlamento per la prima volta nel 1976.

Vigoroso promotore di battaglie per i diritti civili, stimolò la classe politica e l’opinione pubblica italiana a interessarsi di pacifismo, non-violenza, antimilitarismo, difesa delle minoranze, antiproibizionismo in tema di droghe, guidando forme di lotta non-violenta, attraverso la disobbedienza civile, scioperi della fame, sit-in di protesta, aprendo un vasto fronte di interesse intorno alle istanze radicali.

Ingaggiò lotte politiche e culturali contro le guerre e la fame nel mondo, trasformando nel 1985 il Partito Radicale in transnazionale.

È a Marco Pannella che dobbiamo l’evoluzione della coscienza civile della società italiana, grazie alle campagne referendarie degli anni ‘70 che hanno condotto alla conquista delle leggi sul divorzio e sull’aborto, rendendo più libero e consapevole il nostro Paese.

Era un uomo “sui generis” che ha sempre avuto il coraggio di essere se stesso, un anticonformista costruttivo con una forte vocazione sociale, di grande creatività, un combattente passionale e visionario, un uomo sensibile che ha fatto della politica e dell’impegno civile le ragioni della sua esistenza.

Marco ha accompagnato le generazioni che hanno attraversato l’onda lunga del ’68, gli anni del Movimento, dei figli dei fiori, dei Kennedy, di Che Guevara, di Gandhi, di Luther King.

Un progressista che ricorderemo come un gigante delle libertà.

Ciao Marco.

ANTONIO SPOSITO