Successo del libro “La scrittura e la malattia Il “male oscuro” della letteratura”, di Carlo Di Lieto. Articolo di Maurizio Vitiello

Successo del libro “La scrittura e la malattia Il “male oscuro” della letteratura”, di Carlo Di Lieto. Articolo di Maurizio Vitiello

 

X2 - Cover del libro di Carlo Di Lieto

Articolo di Maurizio Vitiello – Ad Amalfi, nell’accogliente Biblioteca del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, Supportico Sant’Andrea, 3, mercoledì 24 agosto 2016, si è svolto un interessante incontro culturale con Carlo Di Lieto, autore del nutrito saggio “La scrittura e la malattia Il ”male oscuro” della letteratura”, pubblicato da Marsilio Editori, 2015.
Sono intervenuti Luigi Mazzella, Alberto Folin, Giuseppe Cobalto, Antonio Filippetti, Giovanni Camelia.
Il volume è un’affascinante analisi della letteratura italiana del Novecento realizzata con un inedito e originale metodo psicanalitico.
Un folto pubblico ha seguito l’evento, che ha richiamato in costiera “addetti ai lavori”.


Ecco una scheda editoriale:

“La malattia è interrelata alla vita ed è da essa imprescindibile; occorre perciò riflettere, paradossalmente, che è necessario “guarire dalla salute”, per raggiungere nello stato patologico un eccezionale momento di compensazione. Svevo, in una lapidaria lettera a Valerio Jahier del 27 dicembre 1927, scrive: “Perché voler curare la nostra malattia? Davvero dobbiamo togliere all’umanità quello ch’essa ha di meglio?”. L’autore, con acume critico e un’esegesi di stampo psicoanalitico, analizza il lato oscuro della malattia del profondo, prendendo in esame l’io diviso e il mal-essere della mente di alcuni autori del Novecento che hanno avuto con la malattia mentale un’esperienza dolorosa: l’altro da sé di Svevo e Saba, la duplicità e lo straniamento di Pirandello e Buzzati, il male oscuro di Berto e Campana, la scrittura come terapia in Alda Merini e la malattia mentale in Tobino. La disidentità e la contigua affinità elettiva tra pulsioni represse e finzione letteraria trovano, nel metodo delle libere associazioni del lavoro analitico, un ideale riscontro nel fantasma creativo di Gozzano e Moravia e nelle emozioni dell’oltre, del doppio e dell’altrove in Bonaviri ed Elsa Morante.”

Ecco l’intero contesto della pubblicazione:

Prefazione, di Claudio Toscani

Introduzione

1. La malattia e l’altro da sé
Zeno e il dottor S.: scrittura e menzogna
Gozzano ovvero
la melanconia
Pirandello e Maria Antonietta Portulano: una
liaison dangereuse

2. Il lato oscuro dell’essere
Saba: “un’analisi interminabile”
“Il fantasma dell’assenza” e “il tempo dell’ansia” in Dino Buzzati
Tobino e la la malattia mentale

3. L’io diviso e il “male oscuro”
Il male oscuro di Giuseppe Berto
I
Canti Orfici e la malattia mentale di Dino Campana
Giuseppe Bonaviri e le emozioni dell’
oltre

4. Il mal-essere della mente e “la letteratura malata”
Moravia, alienazione e sesso
La
scrittura come terapia in Alda Merini
Elsa Morante: “il fanciullino” o dell’alterità

Bibliografia
Indice dei nomi

Quest’ultimo libro di Carlo Di Lieto, accolto positivamente dalla critica, ci permette di valutare salute e malattia e le interdipendenze, fluttuanti e variabili, nonché tutte quelle interferenze che si presentano e distanziano i percorsi del bene e i sentieri malati.
L’obiettivo puntato sull’intimo sentire e sul vibrato interiore riesce telescopicamente a insinuarsi nell’escavazione di una diversità valutativa della vita, ma ci comunica una fondamentale lettura che registra il saliscendi del ritmo cognitivo.
I conflitti investono il quotidiano dell’uomo, che necessariamente deve riguadagnare l’ossigeno della creatività.

Non sono importanti le dispute, ma la vitalità reattiva che si fa scendere in campo, che dovrebbe modulare un guadagno esistenziale, utile per vivere meglio.

Maurizio Vitiello