Migrazioni: storie di stra/ordinaria umanità. Il ruolo fondamentale del Sociologo

Migrazioni: storie di stra/ordinaria umanità. Il ruolo fondamentale del Sociologo

Articolo di Domenico Condurro

Una giornata di approfondimento davvero ben riuscita quella dedicata al seminario sui rifugiati e richiedenti asilo di sabato 6 maggio 2017, organizzata dall’Università Popolare Atena.

Accolti egregiamente presso i locali della parrocchia della Santissima Trinità di Torre Annunziata, dal Presidente Ing. Serena e dal Direttore Dr. Comandante Nappa della suddetta Università, sono intervenuti per l’ANS Campania il Consigliere Nazionale Ferdinando Tramontano, che dopo aver porto i saluti del Presidente ANS Campania Antonio Sposito, ha edotto i presenti sulla recente approvazione della Legge Regionale del 22 maggio 2017, n. 13 “Istituzione del Servizio di Sociologia del Territorio”, nonché il Responsabile Cultura e Arti Visive ANS Campania Maurizio Vitiello, che nel suo intervento ha messo in correlazione il territorio con il tema del giorno.

La relazione del Responsabile ANS Provincia di Napoli Mimmo Condurro, dal titolo “Migrazioni, storie di stra/ordinaria umanità”, ha evidenziato – attraverso dati e analisi storiche – come il processo di migrazione dei popoli sia un evento naturale nella storia dell’umanità. La stessa penisola italiana è stata protagonista nel corso dei millenni di una serie di flussi costituiti da milioni di persone sia in entrata che in uscita.

I dati degli ultimi anni pongono al centro dell’attenzione internazionale la questione immigrazione.

In Italia le operazioni di controllo degli sbarchi che si sono succedute di recente – da “Mare Nostrum” a “Triton” – eseguite con i dettami della Comunità Europea (Frontex), rendono l’idea della situazione: tra Gennaio e Marzo 2017 sono sbarcati in Europa quasi 30.000 migranti, di cui 24.000 nel nostro Paese (fonte Unhcr).

Dall’analisi delle operazioni in mare effettuate per controllare i flussi si è poi illustrato il sistema di accoglienza dei cosiddetti “rifugiati” (termine scelto come più appropriato tra quelli esaminati, quali: migranti economici a immigrati, profughi, irregolari, sfollati, etc…).

Si è  evidenziato ancora il progetto integrato tra Ministero dell’interno-Comuni Italiani-Prefetture (SPRAR / Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) e allo stesso tempo si è sottolineato quanto sia preziosa, necessaria e fondamentale la figura professionale del sociologo nel gestire le strutture di accoglienza per rifugiati, nel coordinare i progetti di formazione e integrazione nel territorio, nell’organizzare le risorse disponibili e la gestione del personale, nel collaborare con altre associazioni ed enti istituzionali nazionali ed internazionali.

Un ruolo fondamentale, quindi, che il sociologo può e deve svolgere, oggi, anche per legge.

L’accento finale è stato posto poi inevitabilmente sulla questione umanitaria legata agli sbarchi avvenuti in questi ultimi anni, sulla violazione dei diritti umani essenziali concernenti i migranti, sugli abusi, sulle torture e sugli stupri da questi subiti. Esseri umani che fuggono da paesi governati da regimi dittatoriali violenti, sanguinari, spietati verso le minoranze e gli indifesi.

La constatazione del fallimento delle politiche europee volte solo a controllare e respingere i “barconi della morte”, rafforza la convinzione che ci può essere un solo obiettivo realistico, ossia, il recupero della dignità e del pieno riconoscimento della persona, portatrice di bisogni, intesa come ricchezza e risorsa comunitaria.

Il linguaggio e le analisi sul fenomeno attuale dell’immigrazione e dei rifugiati appaiono, dunque, insufficienti a descrivere la portata degli eventi storici in atto, se non si accetta la centralità dell’uomo e della sua integrazione nelle diverse società in cui perviene, a prescindere dai motivi, dalle cause che l’abbiano indotto ad emigrare.

MIMMO CONDURRO