Le urla delle donne di Juàrez sono silenziose perché nessuno le ascolta

Le urla delle donne di Juàrez sono silenziose perché nessuno le ascolta

di Mara Principato

Nel 1993 a Juàrez furono registrati 100 casi di donne assassinate che imposero approfondite ricerche negli archivi delle autorità locali, le quali hanno evidenziato che già da anni sparivano donne nel silenzio e nella disperazione dei loro congiunti.

Lo Stato del Messico vive un preoccupante aumento del numero di femmicidi ma le autorità rifiutano di dichiarare l’allerta.

L’impatto sull’opinione pubblica provocato dall’assassinio del giornalista Armando Rodriguez Carreon, detto “El Choco” – l’unico che ha indagato minuziosamente sulle sparizioni e sugli omicidi di queste donne, ammantati ancora da componenti oscure che li coprono – ha comportato riforme giuridiche che difendono la libertà di espressione. L’omicidio del “El Choco” avvenuto il 13 Novembre 2008, è stato il primo caso di assassinio di un giornalista che grazie alle riforme è stato indagato dalla Procura Generale.

Nella città messicana scompaiono tre donne ogni due giorni, rapite, torturate, uccise, e nel 97% dei casi i reati rimangono senza colpevoli. Le prove raccolte suggeriscono che le vittime femminili registrate nella Ciudad de Juarez hanno caratteristiche comuni, inoltre, vi sono somiglianze negli omicidi. La maggior parte sono ragazze giovani provenienti dalle periferie impoverite che lavorano come operaie nelle maquiladoras (stabilimenti industriali posseduti o controllati da imprese straniere) come cameriere o impiegate in altri settori dell’economia informale, oppure sono studentesse.

Poiché i numerosi corpi non sono stati più ritrovati, ogni volta che scompare una ragazza viene piantata nel terreno una croce rosa con il nome inciso. Durante la visita ufficiale di Papa Francesco nel Febbraio 2016 tutte le croci furono rimosse.

L’“assordante” silenzio su tale fenomeno da parte dei media mondiali uccide due volte queste donne. Lo sterminio è “muto” perché il Messico non fa parte dell’elite mondiale politico-mediatica, ciò consegna i suoi cittadini al rango di reietti, di dannati della terra.

Mara Principato