Addio all’economista e musicista Antonio Josè Abreu. Ha creduto nella musica come mezzo di riscatto per i giovani

Addio all’economista e musicista Antonio Josè Abreu. Ha creduto nella musica come mezzo di riscatto per i giovani

Antonio Josè Abreu è stato un economista e musicista che ha dato un grande contributo ai giovani e ha saputo valorizzarli, affinché migliorassero la loro qualità di vita, attraverso la musica.

Nato in Venezuela, ha ideato un nuovo modello didattico musicale, l’El Sistema, nato nel 1975 come un programma di studio ad accesso gratuito, che si pone il duplice obiettivo di prevenire e combattere il degrado sociale, dato dall’esposizione a realtà difficili e disagiate, promuovendo lo studio della musica come possibilità di riscatto sociale, culturale e personale dei ragazzi di tutti i ceti sociali, attraverso la creazione di orchestre sinfoniche e cori, che rappresentano, nella visione di Abreu, la società ideale, che permette a chiunque di inserirsi e realizzarsi pienamente in perfetta armonia.

Come dice Abreu, ‘’La povertà più grande non sta nel non avere un pezzo di pane o un tetto, ma nell’essere un individuo isolato, che non fa parte di alcuna comunità e che non ha obiettivi’’.

Egli con l’El Sistema ha voluto dare a ogni giovane la possibilità di far parte di una collettività, attraverso il ‘’fare musica insieme’’. Ogni allievo apprende uno strumento e studia musica non individualmente, ma insieme agli altri, e gli obiettivi individuali diventano obiettivi comuni.

Questo modello si è diffuso anche in Italia e in particolare al quartiere “Sanità” di Napoli, dove è nata un orchestra giovanile ‘’La sanitansamble’’. Si tratta di un vero e proprio gruppo compatto di ragazzi tra i 9 ai 23 anni che hanno intrapreso dal 2008, grazie alla guida dei loro maestri, un percorso di formazione musicale e in particolare lo studio del proprio strumento: il violino, il violoncello, il flauto traverso, la tromba, la viola, le percussioni, il clavicembalo, il contrabbasso, l’oboe e il clarinetto, al fine di sentirsi parte di un gruppo, di sentirsi partecipi e di poter arricchire il proprio mondo interiore.

Abreu ha insegnato a tanti ragazzi che la musica dà la possibilità di riscattarsi e di migliorare la propria vita. Molti ragazzi che potevano percorrere una strada sbagliata, come quella della delinquenza, grazie all’orchestra hanno conosciuto un’altra realtà esistente, un’altra strada possibile da percorrere. Hanno scelto un percorso formativo che può offrire loro gratificazione e soddisfazione, abbandonando la via della delinquenza e della criminalità.

Ci sono state tante storie di musicisti che hanno avuto alle spalle una storia fatta di riscatto, di speranza, di ricerca di possibilità e di opportunità. Ma il riscatto non è necessariamente affermarsi come musicista. Riscattarsi significa diventare un buon cittadino, capace di saper vivere nella società e fare della propria vita ciò che si vuole. Ed ecco che la musica è e deve essere anche un mezzo di educazione sociale.

Far parte di un orchestra significa non trascurare alcuni fattori importanti, come essere puntuali, essere in grado di rispettare le regole, avere le proprie responsabilità, imparare a relazionarsi con l’altro, ascoltare e rispettare l’altro. Far parte di un orchestra è come far parte di una piccola società, dove ognuno ha il suo compito e il suo ruolo, per un fine comune.

 

Angela De Gregorio