“BENEFACTORA DIGNIDAD”: LA CITTA’ LAGER CILENA OGGI

“BENEFACTORA DIGNIDAD”: LA CITTA’ LAGER CILENA OGGI

di MARA PRINCIPATO

In questa sorta di eden che sorge ai piedi delle Ande, definita “dolce come le colline di Baviera”,

si nascondono oscuri misteri e orrori, tra cui le torture inflitte dai gerarchi nazisti fuggiti dalla Germania e dai militanti del regime Pinochet (colpevole anche del fenomeno “desaparecidos”), il “Piano “Condor”, le atrocità commesse da Mengele, il traffico d’armi e le sette segrete del Sud America.

Tutt’oggi si coltiva il grano e si allevano le mucche a Colonia Dignidad, tristemente nota come Villa Baviera, insediamento tedesco del dopoguerra in Cile.

Il capo della Colonia, fondata nel 1961 in Cile, a 35 km a sud-est di Parral, in provincia di Linares, era Paul Schafer, ex caporale delle SS e fondatore di una setta parareligiosa in Germania, i cui fedeli più accaniti lo seguirono nel Sud del Paese, attirati dalla promessa di dar vita a un “mondo nuovo”, un’enclave di quindicimila ettari acquistata in una zona isolata con campi e fiume fino alla “cordillera”.

Erano in gran parte contadini ignari, che sotto la direzione di quel guru dall’occhio di vetro, lavorarono la terra, costruirono due grandi case e un ospedale pediatrico, non rendendosi conto di cosa stava realmente accadendo.

La “deviazione” che aveva preso l’enclave fu messa in evidenza dalle regole perverse che imponeva il capo: gli uomini dovevano vivere con gli uomini, le donne con le donne, i bambini divisi da ambedue i genitori. Niente televisione, radio, telefono ed elettricità, si lavorava quindici ore nei campi e da mangiare non vi era quasi nulla. Erano vietati i rapporti sessuali e proibito innamorarsi.

Un regime durissimo vigeva, in parte vige tutt’ora, in questa Fattoria dall’aspetto tranquillo, rilassante e paradisiaco.

Essendo un pedofilo Schafer aveva costruito così il proprio paradiso sessuale. Era molto popolare, offriva ai figli delle famiglie contadine povere, vitto, alloggio e istruzione, le quali onorate dalle offerte ricevute non esitavano a mandarli da lui. Una volta che i bambini entravano a far parte della comunità venivano convocati a turno nelle sue stanze per essere violentati sotto sedazione, a chi non era compiacente spettavano botte e torture. Faceva credere di essere Dio e che gli abusi fossero previsti dalla Bibbia.

Dal 1961 fino al 1997 Schafer ha vissuto indisturbato, fin quando le denunce diventate pressanti lo costrinsero a fuggire in Argentina dove fu arrestato nel 2005. Morì in prigione nel 2010.

Nonostante che negli ultimi anni sia venuta a galla l’atroce verità, la Colonia esiste ancora, difficile da raggiungere e da visitare.

Nel 2016 fu annunciato dal governo della Cancelliera Merkel che i documenti concernenti la storia della Colonia sarebbero stati resi accessibili, ma ad oggi la Germania non ha ancora tolto il segreto di Stato sulla città-lager cilena.

MARA PRINCIPATO