LE FENOMENOLOGIE SOCIALI DELLA VIOLENZA DI GENERE

LE FENOMENOLOGIE SOCIALI DELLA VIOLENZA DI GENERE

DI ROSSELLA CAPPABIANCA

Negli ultimi anni vi è più attenzione e sensibilità da parte dell’opinione pubblica per i fenomeni di violenza di genere rivolta alle donne, di conseguenza, è stato necessario attivare Politiche Sociali adeguate per contrastare il fenomeno.

Dal punto di vista scientifico, nella postmodernità, ciò che è rilevante è la relazione tra violenza contro le donne e trasformazione del loro ruolo sociale. La violenza di genere, infatti, si matura nel “vuoto” identitario evidenziato dai diversi profili socio-culturali degli aggressori maschi.

Dove vanno ricercate le cause profonde di tale fenomenologia?

Il sociologo Emile Durkheim dimostrò – già alla fine del XIX secolo – che le società avanzate occidentali erano caratterizzate da “anomia”, ossia, da assenza, precarietà, contraddittorietà delle norme e da profonda disgregazione sociale che induce gli individui a sentirsi isolati, senza riferimenti.

È, probabile, quindi, che il genere maschile, avendo perso i riferimenti tradizionali costituenti la propria identità e il proprio ruolo sociale, abbia maggiori difficoltà nel gestire una transizione sociale caotica.

Rossella Cappabianca