IL DRAMMA DEI BAMBINI SCOMPARSI: METODOLOGIE DI RITROVAMENTO A CONFRONTO

IL DRAMMA DEI BAMBINI SCOMPARSI: METODOLOGIE DI RITROVAMENTO A CONFRONTO

di MARA PRINCIPATO

Il 25 maggio di ogni anno, dal 1983, si celebra la “Giornata Mondiale dei Bambini Scomparsi”, in ricordo del piccolo Ethan Paz, un bambino di sei anni rapito il 25 maggio 1979 nel quartiere di Soho a New York.

Tutti i giorni nel mondo sono migliaia i bambini che spariscono senza lasciare traccia.

In Italia, ogni 48 ore sparisce un bambino, spesso non accompagnato, che cade vittima del circuito di sfruttamento sessuale, del lavoro minorile segregato o del traffico di organi.

Nel nostro Paese questo fenomeno dal 2009 è in costante crescita. L’anno con il più alto numero di scomparse è stato il 2016, oltre quattro bambini ogni sette giorni. Il Telefono Azzurro ha registrato 177 casi di minori scomparsi nel 2017.

La regione italiana con il maggior numero di denunce è il Lazio, segue la Lombardia. In Europa la Romania detiene questo triste primato.

Per contrastare tale fenomeno, lo scorso anno, è stato attivato il Progetto AMINA, coordinato da Missing Children Europe, cui è stata collegata anche l’App Miniila, gestita in Italia dal Telefono Azzurro, la quale fornisce a tutti i minori migranti non accompagnati, informazioni sui loro diritti e un elenco dettagliato dei servizi a loro dedicati.

In caso di sparizione, avvistamento o ritrovamento di un ragazzo scomparso, il Ministero dell’Interno e le Forze dell’Ordine, in collaborazione con il Telefono Azzurro, amministrano il numero unico europeo 116000, gratuito ed attivo H24.

Il noto programma televisivo “Chi l’ha Visto?” ha organizzato uno spazio dedicato ai Bambini Scomparsi, con appelli lanciati attraverso Internet, oppure, mandati in onda nel corso della trasmissione visibile sui canali Rai.

Data la costante crescita del numero di sparizioni vi è da registrare che tale metodica non sempre è efficace, necessiterebbe, pertanto, in caso di sospetto rapimento di minore, utilizzare anche il sistema di allarme nazionale denominato AMBER ALERT, adottato nel 2002 da Stati Uniti e Canada, e successivamente da alcuni paesi europei.

L’AMBER ALERT prevede messaggi continui divulgati attraverso diversi mezzi di comunicazione reticolari connessi in simultanea, quali: radio, televisione, telefonia mobile e segnaletica stradale elettronica.

Il primo sistema di allarme avente queste caratteristiche fu chiamato Alert Notification System (ANS), creato dalla Child Alert Foundation (ONG della Pennsylvania), esteso nel 2002 a tutto il territorio statunitense, gestito dalla National Center for Missing and Exploited Children, fondazione privata finanziata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America.

Da dove deriva il nome Amber?

Dalla piccola Amber Hagerman, di Arlinghton, contea di Tarrant (Texas), la quale, a soli 9 anni, venne rapita il 13 gennaio 1996 mentre pedalava con la sua bici.

Un vicino che si trovava nel proprio cortile di casa, raccontò di aver visto un pick-up nero dal quale saltò giù un uomo che tirò via la ragazzina dalla sua bici caricandola a bordo. Questo unico testimone chiamò immediatamente la polizia, informando, inoltre, gli altri vicini su ciò che era accaduto.

I Profiler dell’FBI tracciarono un profilo del rapitore, stabilendo che questi aveva agito in preda ad un evento traumatico vissuto nella sua vita. Nonostante il fermo di diversi sospettati, non fu possibile identificare né il rapitore, né il luogo dove la piccola Amber fu reclusa. Quattro giorni dopo il sequestro Amber fu ritrovata in un canale vicino il luogo del rapimento. Era stata tenuta in ostaggio, stuprata e poi sgozzata.

La caccia al killer coinvolse più di 50 ufficiali di polizia e gli organi investigativi federali. Dopo 22 anni il caso di rapimento ed omicidio di Amber è ancora aperto, trasferito nel frattempo all’unità dei Casi Irrisolti (Cold Case).

Nei dieci anni dalla sua istituzione, il sistema AMBER ALERT, grazie alla sua tempestività e alla sua peculiare organizzazione in rete mediatica, ha consentito di localizzare e far ricongiungere alle famiglie di appartenenza 400 bambini scomparsi.

Sorge spontaneo chiedersi come mai in Italia non possa essere istituito questo sistema d’allarme, che nei fatti ha dimostrato una maggiore efficienza rispetto agli attuali standard metodologici utilizzati?                             

  MARA PRINCIPATO