LA MORTE DI VALENTINA SALAMONE: UN CASO ANCORA APERTO

LA MORTE DI VALENTINA SALAMONE: UN CASO ANCORA APERTO

DI MARA PRINCIPATO

Il 24 luglio 2010, in una villetta di Adrano, comune della provincia di Catania, in Sicilia, venne trovata morta Valentina Salamone.

Inizialmente la Procura chiese l’archiviazione del caso della diciannovenne, originaria di Biancavilla, ritenendolo un suicidio.

A due anni dall’archiviazione, su insistenza della famiglia, grazie anche al programma televisivo Quarto Grado e la presentazione di nuove prove, che hanno innescato forti dubbi sull’ipotesi di suicidio, la Procura Generale ha riaperto il caso, poiché la tesi dell’impiccagione non ha più retto.

Valentina, era una ragazza animata da sani principi, dedicava molto del suo tempo ai disabili, finché non iniziò a frequentare un nuovo giro di amicizie. Si era innamorata di un uomo sposato, Nicola Mancuso, 32 anni, con il quale aveva intrapreso una relazione.

Villetta di Adrano

Ma cosa successe quella notte nella villetta alla periferia di Adrano?

La villetta era di proprietà di una persona, assente quel giorno, che aveva concesso ad un gruppo di amici la possibilità di usarla come luogo di ritrovo, i quali amici nel giorno in questione, avevano organizzato una cena cui parteciparono all’incirca una decina di giovani, tra cui il Mancuso.

Sulla tavola, oltre alle pietanze, vi erano anche diverse bottiglie di vodka e cocaina, di cui Valentina non ne fece uso, come risultò successivamente dalla perizia tossicologica medico-legale.

A un certo momento della serata Valentina si arrabbiò perché sorprese la persona che amava con un’altra donna. Dalle testimonianze pare vi sia stata una veemente lite di gelosia con la rivale, al punto che comportò la fine della festa.

Gli invitati sostennero di essere andati via lasciando Valentina da sola, la quale successivamente fu trovata impiccata, a circa 3 metri di altezza, con le dita portate al collo e inserite sotto la corda utilizzata.

Nonostante la sua statura bassa e l’evidente impossibilità di raggiungere tale altezza, l’evento cruento fu archiviato come suicidio.

Solo nel 2012 fu inviata sul luogo la squadra dei Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri), i quali rinvennero tracce ematiche di Valentina, di Nicola Mancuso e di un terzo soggetto ancora ignoto.

Il processo è ancora in atto. Nicola sta scontando 14 anni di carcere con l’accusa di traffico di droga, ma gli è stato impedito di assistere in aula alle udienze inerenti all’omicidio di Valentina, poiché riconosciuto affiliato ad associazioni mafiose.

Dopo 8 anni la verità su questa tragica morte e sulla messinscena organizzata è ancora lontana, la famiglia lotta con tutte le sue forze per avere giustizia.

MARA PRINCIPATO