NEL 75° ANNIVERSARIO IL RICORDO DEL GESTO EROICO DI SALVO D’ACQUISTO

NEL 75° ANNIVERSARIO IL RICORDO DEL GESTO EROICO DI SALVO D’ACQUISTO

di Mara Principato

Tomba di Salvo D’Acquisto

Salvo D’acquisto nacque a Napoli, il 15 ottobre 1920, nel quartiere Vomero.

Ragazzo cresciuto ad Antignano, di carattere mite e silenzioso, era attaccatissimo ai suoi genitori, amava la disciplina ed il lavoro. Nel gennaio del 1921, venne battezzato nella parrocchia di San Gennaro al Vomero, frequentò l’asilo presso le suore di Maria Ausiliatrice fino all’età di 6 anni.

Frequentò le prime tre classi delle elementari presso la scuola “Vanvitelli”. Si recava spesso nella “Chiesa del Gesù Nuovo”, dove prendeva lezioni di catechismo e serviva Messa; s’iscrisse anche all'”Apostolato della Preghiera Ignaziana”, lì ricevette la Prima Comunione il 5 giugno 1927.

In seguito passò all’istituto “Sacro Cuore” dei Salesiani. Risalgono a quel periodo i diversi episodi che mostrano come egli fosse naturalmente incline a difendere gli emarginati.

Divenuto diciottenne, Salvo ricevette la cartolina per la visita di leva. A causa della chiusura della Ditta dello zio, aveva perso il lavoro e, con esso, la possibilità di sostenere la sua numerosa famiglia. Dopo aver a lungo pregato, prese la ferma decisione di arruolarsi nell'”Arma dei Carabinieri”.

Scelse i Carabinieri poiché vi avevano militato anche il nonno materno, che fu Maresciallo Maggiore, due zii materni e uno zio da parte di padre. Divenne effettivo il 5 gennaio 1940 e fu assegnato alla Compagnia Comando della Legione di Roma, per poi passare al nucleo Fabbricazioni di Guerra, fino al termine del mese di ottobre.

Dopo l’entrata dell’Italia nella II Guerra Mondiale, Salvo fu inviato in Africa settentrionale, sbarcò a Tripoli dove rimase alcuni mesi, successivamente fu rimpatriato. Il 15 settembre 1942 ottenne il grado di Vice Brigadiere, dopo questa promozione fu assegnato alla Legione di Roma, destinazione Torrimpietra.

In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, con l’Italia divisa tra l’occupazione tedesca, osteggiata dai partigiani, e l’avanzata degli americani, anche a Torrimpietra si pativano gli stenti causati dalla guerra. Salvo si occupò di placare i contrasti, distribuendo tra le famiglie, specie quelle più numerose, le esigue vettovaglie che avevano in dote i Carabinieri.

Il  23 settembre 1943 Salvo si presentò alla Torre di Palidoro, dove per rappresaglia ventidue abitanti di Torrimpietra furono catturati, tenuti in ostaggio e minacciati di morte. Il motivo di tale rappresaglia fu lo scoppio di una bomba a mano, avvenuta la sera precedente nella torre del paese, in cui un militare tedesco rimase ucciso e altri due feriti. 

Il Vice Brigadiere D’Acquisto, con l’aiuto di un interprete, tentò di negoziare con il comandante del plotone nazista, il quale esigeva la consegna del colpevole dell’attentato.

Per rasserenare gli ostaggi, D’Acquisto confidò a Nando Attili (uno degli ostaggi), che conosceva bene, il suo stato d’animo: «Senti, Nando, il mio dovere l’ho fatto. Per quanto io ho detto penso che voi sarete salvi. Io devo morire. Una volta si nasce e una volta si muore». Salvo si dichiarò colpevole, purché gli ostaggi venissero rilasciati. 

Dopodiché i soldati tedeschi autorizzarono gli ostaggi ad uscire dalla fossa che questi ultimi avevano scavato, tranne Salvo, il quale, alcuni istanti dopo, venne brutalmente fucilato, dopo essere stato a lungo percosso.

Il 15 febbraio 1945 Umberto di Savoia conferì a Salvo D’Acquisto, alla sua memoria, la medaglia a d’oro al valore militare, come «esempio luminoso di altruismo, spinto fino alla suprema rinunzia della vita». 

L’8 giugno 1947, il suo corpo fu trasferito dal luogo della prima sepoltura al cimitero di Palidoro e tumulato nel Mausoleo dei Caduti di Guerra a Napoli, presso Posillipo.

La storia del suo eroismo, equiparato al martirio, si diffuse largamente, dando origine a una consolidata fama di santità. Per questo motivo l’Ordinariato Militare per l’Italia, si rese attore del suo processo di beatificazione. Salvo D’Acquisto riposa dal 1986 nella basilica di Santa Chiara a Napoli, la sua tomba si trova nella prima cappella della navata sinistra.

Il suo gesto eroico di donare la vita ha salvato 22 uomini. Il sacrificio di Salvo ancora oggi è un illustre esempio che ispira  numerosi Carabinieri.

Mara Principato