I MALTRATTAMENTI E GLI ABUSI SUI MINORI: COME CONTRASTARLI?

I MALTRATTAMENTI E GLI ABUSI SUI MINORI: COME CONTRASTARLI?

DI ROSSELLA CAPPABIANCA

I fatti di cronaca evidenziano che le segnalazioni di violenze sui minori pervenute da singoli cittadini e dalle associazioni di settore sono sempre più frequenti. Pertanto, l’interpretazione come sociologa delle violenze e dei maltrattamenti subiti dai minorenni racchiusi in statistiche, mi spinge a compiere una profonda riflessione in merito.

Le tipologie di violenza sui minori devono essere affrontate in ottica “sistemica”, ossia, nelle loro interrelazioni con la struttura sociale che le produce. La possibilità di proteggere i minori da situazioni pregiudizievoli è strettamente connessa alla capacità degli adulti di riconoscere precocemente i segnali del disagio derivanti dagli abusi.

Di conseguenza, è necessario che i genitori e le istituzioni, in primis la scuola, coinvolgano “professionisti dell’aiuto” (sociologi, psicologi, assistenti sociali, educatore, pedagogisti) in possesso di competenze per osservare e ascoltare il bambino, che fungono da strumenti operativi per realizzare interventi efficaci.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come “maltrattamento all’infanzia” tutte le forme di cattiva cura fisica e affettiva, di abuso sessuale, di trascuratezza, di sfruttamento commerciale, che comportano un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza e il suo sviluppo socio-relazionale da adulto.

E’ stato comprovato che qualsiasi forma di maltrattamento produce una forte ricaduta sulla salute fisica, sulla sicurezza, sull’equilibrio emotivo-relazionale e sulla stima di sé del bambino.

A tal proposito, il Garante per i “Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza” ha fortemente voluto un lavoro di ricerca per misurare e analizzare in modo accurato la portata del maltrattamento e della violenza su bambini e adolescenti.

Per quanto riguarda le regioni italiane suddivise per aree geografiche, i dati mostrano che su 1000 minorenni presi in carico dai Servizi sociali risultano “maltrattati”: Nord 156; Centro 260; Sud 273, in maggioranza di sesso femminile. Per ciò che concerne le statistiche mondiali, esse mostrano che 1 adulto su 4 risulta essere stato maltrattato o abusato da bambino.

La ricerca evidenzia l’utilità di realizzare una raccolta dati periodica che permetterebbe anche ai singoli Comuni di monitorare sia la capacità di risposta dei propri Servizi Sociali, sia l’efficacia degli interventi. Produrre dati scientifici comparabili negli anni è solo il primo passo, bisogna poi applicarli per rendere efficaci gli interventi.     

Da tali elementi di riflessione scaturiscono le seguenti riflessioni: A) i danni procurati sono diminuibili nella misura in cui aumenta la capacità di prevenzione; B) sostenere i genitori e gli adulti di riferimento – primo è più importante tramite con il mondo – attraverso cui si consolida l’equilibrio personale e il rapporto con gli “altri”.

Se tale “relazione primaria” improntata sulla fiducia viene meno, come si può pensare che il bambino o l’adolescente possa in futuro affidarsi a qualcuno?

Poiché nessun essere umano vive isolato dagli altri, come sosteneva Aristoteleè indispensabile comprendere i modelli socio-culturali condizionanti che caratterizzano l’attuale società in cui siamo immersi, dove la “virtualità” sta generando una sorta di “normalizzazione della violenza”.

ROSSELLA CAPPABIANCA