TRA FIABA E COMUNICAZIONE SOCIALE

TRA FIABA E COMUNICAZIONE SOCIALE

di Rossella Cappabianca

In relazione al suo ruolo di osservatore dei comportamenti sociali che si realizzano in un determinato contesto, il sociologo “spia dietro il buco della serratura”.

Nell’assistere ai preparativi dell’Open Day delle classi quinte della Scuola Primaria “Marco Polo” di Formia, tenutosi mercoledì 12 dicembre presso l’Aula Magna della stessa scuola, è nata la riflessione sociologica concernente la nostra “società fluida”, attanagliata dall’incertezza, dal consumismo, dagli effetti della globalizzazione, in cui le relazioni umane sono divenute fragili e “digitalizzate”, dove si riscontra un attaccamento eccessivo allo smartphone e alle nuove forme di tecnologia, una società che sta dissipando l’autenticità dei rapporti interpersonali, dei sentimenti, delle emozioni.

Quando vengono a mancare i riferimenti tutto si dissolve in una sorta di “liquidità”.

Pertanto, l’esigenza di ritornare alla “fiaba”, messa in scena dai bambini durante l’evento, riguarda proprio il bisogno sociale essenziale di dare valore alle relazioni umane. Un bisogno ormai sommerso dalla realtà virtuale in cui siamo succubi e protagonisti attivi allo stesso tempo. Se nelle interazioni umane si elude la difficoltà della relazione con l’altro, ci si rifugia dietro lo schermo di un cellulare, di un PC o di un videogioco è  la vita reale che si atrofizza.

Come afferma Carlo Levi “le parole da sole sono pietra”, le quali, allo stesso tempo, sono vita, desiderio, emozioni da vivere attraverso l’incontro con l’altro.

Ecco perché, dal punto di vista socio-antropologico la “fiaba” è uno strumento narrativo profondo sotto forma simbolica, che consente il ritorno ai sogni, all’autenticità delle relazioni umane. Quali migliori comunicatori di queste tipologie di messaggi se non i bambini.

Da qui il prezioso ruolo educativo dell’insegnante che li accompagna nella loro crescita sociale e umana, il quale rimane ancora un importante punto di riferimento per abbattere schemi comportamentali che evidenziano un crescente “individualismo”.  

Per questo motivo va un plauso alle Insegnanti e al Dirigente Scolastico della Scuola Primaria “Marco Polo” di Formia.

 

                                                                                                                      Rossella Cappabianca