IL SOGNO DI MARTIN LUTHER KING

IL SOGNO DI MARTIN LUTHER KING

di MARA PRINCIPATO

In America esistevano fontanelle pubbliche separate per bianchi e neri.

Anche le balconate a teatro erano separate e così i posti negli autobus pubblici. La lotta per cambiare queste condizioni e rivendicare la parità dei diritti di fronte alla legge per i cittadini di qualsiasi razza è stata la scelta esistenziale di Martin Luther King.

Martin Luther King Jr. nasce il 15 gennaio 1929 ad Atlanta (Georgia), nel sud degli Stati Uniti. Nel 1948 si trasferisce a Chester (Pennsylvania) dove studia teologia e vince una borsa di studio, consegue il Dottorato in Filosofia a Boston.

Conosce Coretta Scott, che sposa nel ’53. Nello stesso anno diviene pastore della Chiesa Battista a Montgomery (Alabama). Nel periodo ’55-’60, invece, è l’ ispiratore delle iniziative per il diritto di voto ai neri e per la parità nei diritti, oltre che per l’abolizione delle discriminazioni.

Il 28 agosto 1963 durante la marcia su Washington, King pronunciò il suo discorso più famoso “I have a dream….” (“Io ho un sogno”). Nel 1964 viene insignito ad Oslo del premio Nobel per la Pace.

Durante gli anni cruciali del movimento di liberazione dei neri, Martin, nonostante predichi la non-violenza subendo minacce e attentati, viene più volte arrestato perché numerose manifestazioni finiscono in violenze e arresti di massa.

Nel 1966, assieme alla sua famiglia, si trasferisce a Chicago, dichiarandosi contrario alla guerra del Vietnam, denunciando le condizioni di miseria e degrado dei ghetti nelle metropoli, entrando in conflitto con la Casa Bianca.

MLK con la famiglia

Nell’aprile del 1968 Martin si recò a Memphis per partecipare ad una marcia a favore degli spazzini della città (bianchi e neri) che erano in sciopero.

Sulla veranda di un albergo mentre si intratteneva a parlare con i suoi collaboratori, fu colpito da alcuni colpi di fucile sparati dalla casa di fronte. King cadde riverso sulla ringhiera morendo quasi istantaneamente. Approfittando dei momenti di panico che seguirono, l’assassino si allontanò indisturbato.

Il killer, James Earl Ray, fu arrestato a Londra circa due mesi dopo. Egli non ammise di essere stato l’assassino di King, sostenendo, invece, di conoscere il vero colpevole. Nome che non fece perché venne accoltellato la notte seguente alla sua cattura, nella cella in cui era rinchiuso.

Il mistero della morte dell’indimenticabile leader nero rimane tuttora insoluto.

MARA PRINCIPATO