LA BATTAGLIA DI MALCOM X

LA BATTAGLIA DI MALCOM X

di MARA PRINCIPATO

 

Settimo di 11 figli, Malcolm Little nasce il 19 maggio 1925 a Omaha, nel Nebraska.

Earl Little, suo padre fu un pastore battista, la madre, Louise Norton, era un’immigrata di Grenada. Ambedue avevano aderito alla Universal Negro Improvement Association, il movimento pan-africanista di liberazione dei neri, fondato nel 1914 dal politico giamaicano Marcus Garvey.

Il Ku Klux Klan, fondato nel 1867 nel Tennessee da ex-appartenenti all’esercito sudista, messo fuorilegge nel 1869 e rinato in Georgia nel 1915, ricordato anche per essere il gruppo razzista più feroce di quei tempi, nel 1931, uccise il padre di Malcolm, colpevole di aver predicato in quartieri segregati dove risiedevano i neri.

Nel febbraio 1946, Malcom viene arrestato per rapina e condannato a dieci anni di carcere. Inizia a studiare e a leggere, facendo, nello stesso tempo, proselitismo tra le mura del carcere, diventando pericoloso al punto che per evitare problemi le autorità carcerarie decidono di liberarlo.

Trovò lavoro come commesso nel ghetto nero di Detroit e prese la decisione di cambiare il cognome in “X”, poiché privato del suo vero nome africano, allorquando i bianchi ridussero i suoi antenati in schiavitù trasportandoli nel Nuovo Mondo.

Nel frattempo Malcolm continua a prendere posizioni politicamente “forti” contro il governo degli Stati Uniti. Nello stesso periodo termina la stesura, con l’aiuto del giornalista Alex Haley, la sua “Autobiografia”.

Martin Luther King e Malcom X

Non condividendo il pacifismo di Martin Luther King, rompe l’amicizia  ed ogni forma di collaborazione dopo la marcia su Washington.

Durante una visita al Cairo è vittima di un tentativo di avvelenamento. Al suo rientro, a New York, il 14 febbraio 1965, un attentato dinamitardo gli incendia la casa da cui si salva assieme alla moglie Betty Shabbazz e  le loro figlie.

Il 21 febbraio doveva tenere una conferenza a New York. Aveva chiesto di allontanare i giornalisti e di non perquisire nessuno. Non fece in tempo a iniziare il discorso che tre uomini seduti in prima fila iniziarono a sparargli contro con fucili e pistole. Fu colpito da 16 proiettili di cui tre mortali.

Su chi sia stato ad uccidere Malcom X  ancora oggi sono al vaglio diverse ipotesi.

C’è chi sospetta dei suoi collaboratori, chi dell’FBI e chi della malavita che gestiva il traffico di droga, la quale grazie a Malcom X aveva subito un netto calo degli affari.

 

MARA PRINCIPATO